La lettera di un'abitante di Santa Marta contro le rastrelliere in centro citta' (il Tirreno, Posta dei Lettori, martedi' 7 giugno) contiene affermazioni per lo meno curiose, ma il problema sollevato e' comunque serio e richiede qualche riflessione. Vivere in una citta' d'arte come Pisa richiede dei compromessi fra le necessita' della vita quotidiana e il rispetto dell'arte e della storia. Chi usa la bicicletta rispetta l'arte e la storia, nonche' il prossimo, ben piu' di chi si sposta con mezzi a motore puzzolenti, rumorosi, pericolosi e ingombranti. Ovviamente la bicicletta va lasciata da qualche parte, spesso per strada, stante la cronica carenza di spazi in citta' e la scarsa preveggenza di chi -- enti pubblici per lo piu' -- tali spazi avrebbe dovuto prevedere. Le rastrelliere, se ben fatte e ben tenute, sono un elemento di ordine e di arredo urbano, nonche' un forte incentivo all'uso della bicicletta. E' importante che le rastrelliere siano coperte ove possibile e che diano la possibilita' di legare il telaio della bicicletta, come misura di dissuasione dai furti. Purtroppo le rastrelliere installate negli ultimi anni non sono ne' ben fatte ne' ben tenute. I vari modelli scelti sono poco funzionali: piegano i raggi, non permettono di bloccare facilmente il telaio, sono scoperte. Spesso sono state piazzate in modo irrazionale, oppure spostate abusivamente o ricollocate in modo estemporaneo per lavori. La manutenzione, erratica o inesistente, e' affidata ad una pluralita' di soggetti. Di conseguenza molte rastrelliere sono diventate ricettacolo di rottami; altre sono inutilizzate; altre ancora traboccano di biciclette. Questa associazione ha gia' presentato proposte specifiche per la sistemazione delle rastrelliere alla Stazione Centrale e ne presentera' presto altre, sulla base delle segnalazioni ricevute, mirate a dotare Pisa di rastrelliere efficienti e funzionali. Nel caso specifico di Piazza dei Cavalieri, motivo principale delle ire dell'anonima signora, la soluzione va trovata nell'ambito della futura sistemazione della piazza e dei dintorni che il Comune ha -- vogliamo sperare -- in mente. Facciamo comunque notare che non e' con le grida manzoniane che si risolve qualcosa, ma offrendo alternative valide al posteggio selvaggio delle biciclette. E si tranquillizzi l'anonima signora: ci sembra poco probabile che i turisti si scandalizzino per la rastrelliera di fronte al Museo di San Matteo. Sicuramente non i turisti stranieri, che vengono per lo piu' da paesi dove andare in bicicletta e' considerato un modo civile di spostarsi, da incentivare e non da intralciare. Ci sembra piu' probabile che i turisti si chiedano che ci fanno tutte queste automobili e motorini in una citta' che si gira cosi' bene a piedi o in bicicletta.