Pisa in bici - Per una città ciclabile.

Associazione aderente alla FIAB-Onlus

Al sig. Sindaco di Pisa Paolo Fontanelli.

All'Assessore alla mobilità urbana Fabrizio Cerri.

All'Assessore ai lavori pubblici Giovanni Viale.

OGGETTO: Interventi per lo sviluppo della mobilità ciclabile realizzati nell'anno 2005.

Il bilancio degli interventi realizzati da codesta amministrazione comunale nell'anno 2005 in favore della mobilità ciclistica mostra (come tutti i bilanci) luci ed ombre: se alcuni provvedimenti, come l'installazione dei varchi, hanno migliorato la situazione, dobbiamo constatare che purtroppo molti dei buoni propositi contenuti nel PUT del 2002 sono rimasti lettera morta. Più in dettaglio:

Riorganizzazione del traffico motorizzato in centro storico.

Consideriamo molto positivamente il fatto che si sia finalmente deciso di far rispettare la ZTL 0-24 utilizzando i varchi. Riteniamo tuttavia che queste misure sarebbero state più efficaci se si avesse avuto il coraggio di estendere la ZTL a tutta la zona interna alle mura e se si fosse vietato l'accesso anche ai ciclomotori. A tal proposito ribadiamo che per incentivare i cittadini a muoversi a piedi, in bici o col mezzo pubblico e' urgente un significativo ampliamento della zona pedonale.

Riteniamo inoltre che per incrementare l'uso della bici in ZTL e per tutelare i ciclisti sia bene prevedere che le bici possano percorrere in entrambi i versi tutte le strade del centro, e quindi anche controsenso le strade a senso unico, come deciso di recente da molte amministrazioni comunali, tra cui Reggio Emilia e Piacenza

Chiediamo, infine, che si cominci proprio dai proventi delle multe commissionate ai trasgressori della ZTL ad applicare l'art. 18 della L. 472/1999, che prevede a carico dei Comuni l'obbligo di costituire un fondo annuale con una dotazione non inferiore al 10% delle contravvenzioni al Codice della strada, da utilizzare per interventi a favore dell'utenza debole.

Traffico all'esterno delle mura

Tra i molti problemi due sono da affrontare con la massima urgenza: le rotatorie e i sottopassi.

Le numerose rotatorie che sono state realizzate rendono più fluido ed incentivano il traffico motorizzato ma penalizzano chi si muove in bici in quanto non prevedono pista ciclabile; la palma per la rotatoria peggiore va forse a quella in Piazza Caduti di Cefalonia, che impedisce fisicamente ai ciclisti di recarsi al Viale delle Piagge.

Chiediamo che nel 2006 non vengano costruite ulteriori rotatorie di questo tipo, che sono ovviamente gradite e richieste a gran voce da chi utilizza il mezzo motorizzato; dove vi sono problematiche di sicurezza, come in Via Giovanni Pisano, si deve precedere in primo luogo alla riduzione dell'ampiezza della sede stradale, utilizzando lo spazio così ricavato per piste ciclabili, con curve artificiali e chicanes per ridurre la velocità dei mezzi motorizzati.

I sottopassaggi/soprapassi ferroviari privi di pista ciclabile sono un serio ostacolo alla diffusione della bici; riteniamo che sia essenziale dotare di percorso ciclopedonale (di ampiezza adeguata!) tutti i sottopassi e soprapassi: non solo quelli in costruzione ma anche quelli già esistenti.

Piste ciclabili urbane

Questo forse e' il punto più dolente: non solo per la situazione di sostanziale stallo, ma anche perche' tratti di pista, già da tempo previsti e finanziati come quello di viale delle Cascine, sono stati realizzati in maniera totalmente inadeguata (non soddisfano nemmeno i requisiti minimi per essere considerati piste ciclabili).

Ricordiamo inoltre che la nostra associazione ha compilato, in collaborazione con il Comitato cittadino per le pari opportunità, un rapporto sulle piste ciclabili realizzate1 segnalando gli interventi necessari per eliminare le lacune più vistose e raggiungere gli standard minimi di legge, al fine di eliminare i principali fattori di pericolosità ed inadeguatezza, ad esempio la mancanza di cordoli di protezione sulle piste (come nel caso di Via Contessa Matilde), in adiacenza alla sede stradale.

Abbiamo anche segnalato dove realizzare piccoli tratti che metterebbero in comunicazione le piste esistenti, ma nessuno degli interventi indicati è stato realizzato, ed anzi dobbiamo segnalare interventi peggiorativi sulle piste esistenti, come in corrispondenza del passaggio a livello di Via XXIV maggio.

Piste ciclabili extraurbane

Resta tuttora irrisolto il problema della mancanza di collegamenti ciclabili con il litorale; chiediamo all'amministrazione comunale anzitutto che venga realizzato, in occasione della prossima e necessaria sistemazione di Via Vecchia Livornese, che sembra già finanziata, un percorso ciclopedonale di ampiezza adeguata (4 metri), che non sia un semplice marciapiede etichettato come pista ciclabile, ma che costituisca il primo tratto di uno dei percorsi di collegamento con il litorale.

Ribadiamo altresì la richiesta di utilizzazione del resede del vecchio trammino e delle vie alzaie del Canale dei Navicelli come "Vie Verdi", cioè percorsi ciclopedonali di collegamento con il litorale, ed attendiamo ancora chiare risposte da parte delle SS.VV. Al riguardo sarebbe opportuno un incontro con l'assessore regionale Artusa, che prevede entro la fine del suo mandato la ciclopista dell'Arno sul resede del tramino, e con gli assessori all'ambiente ed ai lavori pubblici della provincia.

Rastrelliere

Per incentivare l'uso della bicicletta è importante anche contrastare il furto prevedendo, ad esempio, l'installazione di un adeguato numero di rastrelliere bloccatelaio non solo nei punti di interscambio (stazione, parcheggi, etc.) ma anche, in maniera capillare, in centro con particolare attenzione ai luoghi maggiormente frequentati (sedi universitarie, cinema, teatri...). Ricordiamo purtroppo che il nuovo parcheggio biciclette della Stazione Centrale realizzato nel 2005 e finanziato interamente con i proventi della rimozione delle biciclette in sosta selvaggia, oltre ad essere sottodimensionato per numero di stalli, è ben al di sotto degli standard indicati dal piano del traffico, non essendo dotato di rastrelliere bloccatelaio.

Ufficio biciclette

Nonostante gli impegni in tal senso assunti dal Sindaco e dall'assessore alla mobilità nel corso di un incontro avvenuto nel marzo 2005 con numerose associazioni ambientaliste pisane non è stato ancora istituito l'ufficio biciclette. L'esperienza dimostra che nei comuni dove è stato istituito un ufficio biciclette affidato a personale competente e motivato i risultati sono stati eclatanti (si veda, per esempio, il caso di Mestre2). Vi invitiamo a visitare la sezione dedicata agli uffici bici sul sito FIAB3.

Il presidente

Giacomo Lucente

1http://www.comune.pisa.it/doc/ppoo/NEWS/VerificaPistecpo.pdf

2http://www.bici.provincia.venezia.it/biciplan/index.htm

3http://www.fiab-onlus.it/uffbici/index.htm