Il 22 marzo inviavo all'ing. Ciuti ed all'ing. Fiorindi la mail in calce, in cui segnalavamo tra l'altro la pericolosità degli assurdi paletti collocati sullo spezzone di pista di Via Livornese, e ci risulta che l'ing. Ciuti abbia chiesto alla Pisamo la loro eliminazione. L'evento temuto si è verificato il 30 aprile, quando in occasione della nostra gita a Tirrenia, per la giornata delle Oasi del WWF, una bimba, peraltro particolarmente esperta nell'uso della bici, ha urtato un paletto ed è caduta, per fortuna senza farsi troppo male. Realizzare opere pubbliche di scarsa utilità per le concrete modalità esecutive e non rispettose delle norme di legge, come finora spesso è successo per le piste ciclabili pisane, è grave; ma è ancora più grave realizzare opere che mettono in pericolo l'incolumità personale dei loro utilizzatori. Ci attendiamo pertanto un immediato intervento sulla pista in questione, che dovrebbe essere il primo tratto di una delle possibili piste per il litorale, e quindi particolarmente ampia ed agevole. Un altro intervento urgente va realizzato sulla pista ciclabile di Via Contessa Matilde, dove moto e motorini mettono ogni minuto a rischio l'incolumità dei ciclisti, e che da anni chiediamo invano venga separata fisicamente dalla sede stradale, esattamente come fatto di recente nella vicina Prato. Su questa pista la settimana scorsa un nostro socio in bici è stato travolto da una moto di grossa cilindrata, fuggita dopo il fatto. In questo caso è grave sia la riluttanza dell'amministrazione comunale a sottrarre definitivamente al "partito del motore" una parte dell'ampia strada, sia l'inerzia del comando vigili urbani, che potrebbe facilmente ridurre l'abuso se sanzionasse con la dovuta severità, con appostamenti mirati, chi utilizza la pista con mezzi motorizzati. La prontezza e l'efficacia delle misure prese a fronte di situazioni così gravi costituirà l'indice più veritiero delle reali intenzioni dell'amministrazione comunale nei confronti della mobilità ciclistica. Cordiali saluti. Fiab Pisa in bici Il presidente Giacomo Lucente (e-mail del 2 maggio 2006)